Immobile all'asta Roma (RM) Via Mezzoiuso, 38, 00132 Roma RM, Italia
Piena proprietà del seguente immobile: Appartamento ubicato al piano terzo - interno 13 - di via Mezzoiuso 38. ZONA XIII – TORREANGELA - loc. Borghesiana (Municipio VI). L’appartamento è parte di un edificio a destinazione prevalentemente residenziale, realizzato in data antecedente al 1983, che si sviluppa su 5 livelli fuori terra ed 1 sottostrada; lo stesso è attualmente privo di ascensore seppur presente un vano dedicato. La superficie commerciale è pari a circa 70 mq. Composto da: ingresso - soggiorno con a.c. e disimpegno collegati senza soluzione di continuità, una camera, un ampio stanzino/ripostiglio, un bagno ed un balcone. Dati catastali: identificato al Catasto Fabbricati del Comune di Roma al foglio 1023, particelle 1203, sub. 30, interno 13, piano 3, z.c. 6, cat. A/2, classe 4, vani 4,5, R.C. Euro 534,53. L’appartamento confina con vano scale, appartamento int. 12 (sub 29), appartamento int. 14 (sub31), salvo altri. Dalle informazioni reperite presso l'Amministratore di condominio il complesso edilizio risultadotato di allaccio in fogna ma è privo di utenza per la fornitura di acqua potabile (distacco per morosità). Regolarità urbanistica - edilizia: Il complesso edilizio cui è parte il bene pignorato è stato realizzato senza titolo in data antecedente al 01/10/1983 e per lo stesso sono state presentate dagli originari proprietari le seguenti domande di condono (L. 47/85): - MOD 47/85 - A - progressivo n° 396213912 prot. 13032 del 01/04/1986 (Circoscrizione VII). Per un totale di n° 9 abitazioni; - MOD 47/85 - A - progressivo n° 396214101 prot. 13032 del 01/04/1986 (Circoscrizione VII). Per un totale di n° 4 abitazioni; - MOD 47/85 - A - progressivo n°396214202 prot. 13032 del 01/04/1986 (Circoscrizione VII). Per un totale di n° 4 abitazioni. - Nonché ULTERIORI RICHESTE per immobili a destinazione non residenziale. Le originarie domande di condono sono confluite nella pratica Prot. 86/215034 (pratica suddivisa in diversi sottonumeri - SOT), in parte definiti, uno per uno, con il rilascio della relativa Concessione in sanatoria ed in parte ancora da definire. Per l'unità immobiliare pignorata non risulta ad oggi costituito ovvero richiesto alcun sottonumero. Sarà onere, pertanto, dell'aggiudicatario presentare istanza presso l'UCE finalizzata a costituire il sottonumero (SOT) relativo al bene pignorato. Alla luce delle criticità indicate dall’esperto stimatore nella perizia e della non linearità della documentazione prodotta nel corso degli anni dagli istanti, l’esperto nominato ha evidenziato che: - non è possibile attestare con assoluta certezza ilitinere. -to della futura domanda di condono da incardinare con specifico SOT per il bene pignorato; tale esisto è demandato alla doverosa istruttoria dell'Ufficio che nel merito potrà verificare, tenuto conto delle superfici già concessionate e di quelle in istruttoria, relative ai SOT già costituiti, l'effettiva superficie residua rispetto a quella totale originaria; la stessa amministrazione, qualora non sussistesse ad oggi superficie residua, potrà inoltre procedere anche ad una verifica sulla legittimità delle concessioni già rilasciate e delle domande in itinere.- Vi è incertezza anche in merito ai pagamenti da effettuare per la definizione della futura pratica di condono (SOT) del bene pignorato. L’esperto, altresì ha evidenziato che per il rilascio della relativa concessione in sanatoria dovrà essere ottenuto dall'Ente tutorio il Nulla Osta di cui ai vincoli presenti (Rispetto acque pubbliche (art. 35 PTPR) - "falde idriche"). Difformità riscontrate: Dal sopralluogo effettuato dall’esperto stimatore si sono riscontrate le seguenti difformità tra lo stato dei luoghi ed il grafico (Progetto) depositato presso l'UCE il18/04/1991 con prot. 24807: - lievi differenze sulla conformazione planimetrica generale - diversa distribuzione interna - lievi differenze sull'ubicazione/dimensione delle aperture esterne. Nel merito si evidenzia che complessivamente le superfici rilevate (SU e SNR) risultano pressoché conformi a quelle desumibili dal grafico (differenze prossime ad 1 mq). A parere dell'Esperto, le suddette difformità, seppur al netto di specifici accertamenti sui manufatti interessati, non eseguiti in questa sede, sono riconducibili ad errori materiali di graficizzazione, salvo la diversa distribuzione interna, presumibilmente dovuta ad interventi eseguiti in epoca piùrecente. Tali errori di graficizzazione, così come la minima differenza di superficie testé indicata, potranno essere regolarizzati in sede di istruttoria presso l'Ufficio Condono. Con riferimento alla diversa distribuzione interna si dovrà presentare presso il Municipio competente una CILA in “sanatoria”. Con riferimento invece alle difformità riscontrate tra lo stato dei luoghi e la planimetria depositata in Atti presso il Catasto (- errata conformazione planimetrica; - diversa distribuzione interna; - mancata indicazione altezza nella planimetria catastale; - errata ubicazione/dimensione aperture esterne) si dovrà procedere ad una loro regolarizzazione, a mezzo di un atto di aggiornamento al catasto urbano. Le incertezze evidenziate circa l'esisto della domanda di condono relativa al bene pignorato nonché sui relativi oneri, si riflette anche sulla precisa e puntuale individuazione della decurtazione da operare in merito alla legittimità urbanistico – edilizia, che varia al variare delle valutazioni e dell'istruttoria degli Enti coinvolti. Viene, pertanto, applicata una decurtazione dal valore di Stima pari al 12% in considerazione del grado di incertezza indicato dall’esperto nella perizia, senza poter escludere maggiori oneri a carico dell'aggiudicatario (sanzionatori – ripristinatori). Con la decurtazione operata si possono ritenere assorbite anche le spese e gli oneri di cui alla CILA e quelli per la regolarizzazione catastale. Stato di occupazione: l’immobile è occupato da terzi con titolo scaduto non opponibile. La liberazione dell’immobile si eseguirà al momento della emissione del decreto di trasferimento. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti e nel pignoramento.