Abitazione in villa all'asta Roma (RM) Via Tespi, 190, 00125 Roma RM, Italia
Quota pari al 100% del diritto di usufrutto e quota pari al 100% del diritto di nuda proprietà e così complessivamente quota pari al 100% del diritto di piena proprietà di immobile posto all’interno di un fabbricato di ville a schiera sito in Roma con accesso da Via Tespi n. 190, costituito da Appartamento interno 1, posto al piano terra, piano primo e piano secondo, con Posto auto interno 2, posto al piano S1. L’appartamento è composto da cucina, soggiorno e bagno al piano rialzato; n. 3 camere e n. 2 bagni al piano primo; n. 2 camere, n.2 bagni, 1 disimpegno al piano secondo, con giardino e con annesso portico al piano rialzato e terrazza (stenditoio) al piano secondo. Il tutto per una superficie convenzionale complessiva di mq. 198,65 circa. L’appartamento confina con via Tespi, giardino ed appartamento interno 6, appartamento interno 5, appartamento interno 2 e passaggio condominiale, salvo altri. L’appartamento è identificato al catasto Fabbricati al Foglio 1113, Part. 463, Sub. 1 graffato 19, Zc. 6, Categoria A7. Il Posto auto n. interno 2 al piano S1 ha una superficie complessiva convenzionale di mq 16 circa e confina con passaggio comune da cui ha l'accesso, posto macchina numero uno, terrapieno e posto macchina numero tre, salvo altri. Il Posto auto è identificato al catasto Fabbricati al Foglio 1113, Part. 463, Sub. 8, Zc. 6, Categoria C6. E’ altresì compreso il diritto di uso esclusivo di un secondo posto auto scoperto insistente sulla proprietà condominiale della zona esterna all’edificio adibita a parcheggio, per una superficie complessiva convenzionale di mq. 3,10 circa. In merito al detto diritto esclusivo d’uso, la Cassazione SS.UU., con Sentenza n. 28972/2020 del 17/12/20 (alla quale espressamente si rimanda, invitando gli offerenti a prenderne adeguata visione) ha stabilito che esso non è riconducibile ne’ ad una servitù, ne’ ad un diritto reale atipico, ne’ ad una obbligazione propter rem. Di tale diritto è stata data idonea valutazione, rapportata al solo utilizzo esclusivo da parte del futuro aggiudicatario. Il fabbricato di cui è parte la porzione immobiliare oggetto di pignoramento è stato edificato in base a Licenza di costruzione n. 386 del 27 Aprile 1973, n. 458 del 7 Maggio 1973, nonché a licenza di variante n.1591 del 28 dicembre 1973. L’immobile presenta difformità (quali: la spalletta muraria esterna al piano terra, in corrispondenza dell'ingresso, attualmente inesistente; la trasformazione di un ripostiglio in un wc al piano terra; la realizzazione di spallette murarie che definiscono armadi a muro non presenti nell’elaborato grafico originario; la non realizzazione di una porzione di volumetria al piano secondo - denominato soffitta - dove attualmente è presente una terrazza ad uso stenditoio per una superficie pari a circa 13,5 mq.; la trasformazione d'uso non autorizzata dell'intero piano secondo che nel progetto è destinato a soffitte, mentre nello stato di fatto è utilizzato in modo pienamente abitativo, con due vani trasformati in camere e una porzione di vano trasformata in wc) meglio descritte nell’elaborato peritale depositato in atti, i cui costi di regolarizzazione sono stati scontati dal valore di stima. L’immobile è attualmente occupato dalla parte esecutata che vi abita (non potrà emettersi l’ordine di liberazione prima del decreto di trasferimento). Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.